Classifica serie A dopo 28 giornate
E’ un bel campionato e speriamo che rimanga acceso sino in fondo, sia in testa sia in coda. Le premesse affinché accada ci sono tutte. L’Inter rimane infatti a +6 sulla Roma e ora, a differenza dei giallorossi, potrà concentrarsi (eccezion fatta per la Coppa Italia) esclusivamente sul tricolore. Ma la squadra di Spalletti affronterà mercoledì l’ultimo esame di maturità nel derby: si era detto che avrebbe avuto ancora chances concrete se, dopo la stracittadina, avesse conservato lo stesso distacco: per ora sta accadendo e, considerato l’ottimo apporto che ora giunge dalle cosiddette seconde linee, Mancini dovrà stare molto attento alla propria rivale che da sabato avrà un calendario in discesa. Fondamentale successo, in vetta, anche per la Juventus: raccoglie ancora una volta tre punti in volata, dimostrando carattere da vendere, e ricaccia il Milan a –8. I rossoneri perdono terreno anche dalla Fiorentina, ma paradossalmente la sconfitta dell’Olimpico – avvenuta dopo una prestazione brillante – lascia i tifosi del Diavolo più ottimisti di tante vittorie stentate del passato.
Alle spalle del Milan, citazione obbligata e meritata per la Sampdoria (prossimo avversario proprio dei rossoneri), che vince anche senza Cassano ed è per la prima volta davanti all’Udinese da quando è iniziato il torneo: come già detto più volte, se Lazio o Catania non riusciranno a centrare la finale di Coppa Italia, l’Europa spetterà a loro con merito. Anche se bisognerà sapere cosa ne pensa l’Atalanta di Del Neri, tornata brillante contro l’Empoli e ora ottava, con Palermo e Genoa (la squadra di Gasperini è in netta flessione, sebbene il calendario non l’abbia aiutata e ora le propone l’Inter…) superate in un colpo solo.
Passiamo Lazio e Napoli, tranquille, ed inizia il calderone di chi lotta per salvarsi. Otto squadre in dieci punti, che diventeranno solo sette se il Cagliari riavrà i tre punti di penalizzazione che le sono stati sottratti. Da elogiare proprio gli uomini di Ballardini, in casa un vero e proprio treno senza soste, che non mollano mai. E, con loro, anche la Reggina del nuovo corso dimostra incoraggianti segnali; lo squillante successo ai danni del Siena fa tornare a galla i calabresi e per Beretta la salvezza torna a farsi più complicata del previsto, sebbene a 31 punti si respiri un’aria più salubre. Stesso discorso per il Torino, mentre l’Empoli pare in caduta libera e in tre giorni si troverà di fronte a Juventus e Roma: rischia di trovarsi nel baratro, proprio quello dal quale Livorno e Parma dimostrano di fare fatica ad uscire come evidenziato dall’1-1 di oggi nel Lucarelli day. Non se la passa meglio il Catania, davvero impalpabile fuori casa. Siamo a dieci turni dalla fine, insomma, e nessuno molla la presa. Meglio così, la speranza è di avere un torneo equilibrato e soprattutto corretto sino alla fine: se, come ora, tutte le squadre rimarranno in corsa per i propri traguardi, anche la regolarità della serie A ne trarrà giovamento.



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