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lunedì 16 giugno 2008

Mai tanto Sud nella serie A



E’ record, presenti cinque delle sei regioni meridionali (isole comprese) Sei le formazioni: Cagliari, Catania, Lecce, Napoli, Palermo e Reggina

Se fosse un film (peraltro givisto), lo avremmo riaffidato a Gabriele Salvatores, invece­ una sceneggiatura, scritta dal destino, per il campionato. Mai costanto Sud nella prossima serie A di calcio.
Cinque regioni rappresentate, manca solo la Basilicata, sei squadre a menare le danze. L’ultima a tagliare il traguardostata il Lecce del pisano Papadopulo nella sofferenza dei play off vinti col piccolo Albinoleffe che fino alla fine ha inseguito il suo sogno.
Le metropoli, il Sud, le grandi tradizioni. Una serie A mai vista cos: tanta, diversa e multiforme. Certo ci saranno le big da far paura, le piccole a sperare, quelle che non ti aspetti a divertire tutti, chi va a caccia di nuove conferme e chi lotterper non sprofondare. Eppoi i ritorni, ultimi e antichi, proprio di Lecce e Bologna, o i sogni fanciulleschi del Chievo. E tanto Sud, isole comprese, come si diceva a scuola. Da fine agosto (il 31 o il 30 se ci saranticipo) in poi ai blocchi di partenza troveremo: Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Mai successo, dal 1929-30 in su, nel campionato di serie A non c’erano mai state insieme cinque delle sei regioni del Meridione d’Italia. E poi c’anche chi fa le valigie e va da nord a Sud. Film e parti pronte per iI Napoli del goriziano Edy Reja, per il Palermo del romano Stefano Colantuono, per il Catania del milanese Walter Zenga, per il Cagliari del livornese Massimiliano Allegri, per la Reggina del cremonese Nevio Orlandi e per il Lecce del toscano Papadopulo.
Orgoglio e fantasia, sudore e umilt: ancora film, ma i personaggi non sono in cerca di autore, anzi vanno a caccia di certezze che vorrdire salvezza per alcuni, per altri Europa. Il Sud intanto ha ritrovato mezzi e strumenti. Perchnon sia banalmente Nord contro Sud, come in tante vicende del quotidiano, ma perchsia costruzione e non distruzione, simpatia e non avversione.
Cinque regioni e sei squadre, primato migliorato rispetto al passato. Un record. Nella stagione 2006-2007 per esempio c’erano Palermo, Catania e Messina, Reggina e Cagliari, una formazione in meno e due regioni in meno. E se per Puglia e Campania il discorso­quasi sempre a tre, che siano Bari, Lecce e Foggia, o Avellino, Napoli e Salernitana, alternate e mai tutte e tre insieme, in Calabria domina la Reggina, con alcune puntate del Catanzaro (anni dal 1978 al 1982). E la Sardegna­figlia unica del suo Cagliari.
Ma il problema reale, se cospossiamo dire, al di ldei numeri, e visto che siamo in un film,­il finale. L’importante nonsolo che ci siano quattro, cinque o sei regioni del Sud in serie A, ma quello che piconta­ che le squadre siano in grado di mandare a memoria la lezione e di ritrovarsi, magari tutte insieme, l’anno successivo a frequentare la stessa classe. La Serie A.

Francesca Fanelli


Fonte :Corriere dello sport

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